In queste settimane giornali e mass-media ci hanno mostrato (potremmo dire anche “ci hanno sbattuto in faccia”…) tutto ciò che di negativo si può pensare di un ragazzo: esempi di bullismo, di violenza contro gli altri e contro se stessi. Una recente analisi pubblicata su “Repubblica” mostra il forte aumento dei problemi legati all’alimentazione nell’età adolescenziale, esempi di “esagerazioni” riconducibili a vari tipi di dipendenze.

Perché parlare allora di diritti?!? Perché affrontare i diritti dei bambini e dei ragazzi, se già loro non riescono a esserne portatori?!?

Proviamo per una volta a non giudicare, ma a “sfruttare” il momento per sederci attorno un tavolo e dare inizio a delle riflessioni comuni.
Prima di tutto: siamo così convinti di vivere in un paese lontano da povertà e da conflitti?!?
Qual è la nostra immagine di bambino e ragazzo?!? Quale è il nostro modello di famiglia, dal momento che il bambino viene educato e cresciuto proprio in questa?!? Di quale educazione ai diritti dobbiamo farci garanti?!?
Lasciando a ciascuno la possibilità di trovare il modo e gli spazi per condividere con altri la propria riflessione sull’infanzia e la famiglia, mi soffermo lanciando qua e là alcuni miei “pensieri sparsi” sull’educazione ai diritti.
Credo che una corretta e sincera educazione ai diritti non si possa limitare alla semplice conoscenza di testi e norme: un corretto e completo lavoro deve chiamare in causa la coscienza morale di ognuno, mostrando come il diritto scritto si completi se c’è una legge più grande a promuoverlo, quella del cuore.
Ciò significa condividere con altri adulti ed educatori il bisogno di essere continuamente attenti a come il mondo cambia e a come le persone vivono. La legge è risposta, è traduzione di una situazione momentanea e circoscritta. Non è costruttivo pensare di aver risolto i problemi dopo aver dichiarato come risolverli o come dovrebbero essere perché non ci siano. Servono passione e lavoro che possono venire solo dall’aver fatto proprio un principio unificante che dia senso a ciò che si vuole tutelare e proteggere sempre.
Per la Dichiarazione dei Diritti dei Bambini e delle Bambine il motore deve essere l’amore incondizionato per la vita, in tutti i suoi colori, tradizioni, culture e lingue.
Noi educatori e genitori abbiamo l’obbligo morale di insegnare ai nostri bambini e ragazzi che la “vita è bella!”: i diritti dei bambini e delle bambine riportano per iscritto il sogno che ognuno possa crescere gustando, provando, toccando, vedendo che la vita è un bene prezioso e irripetibile.
Inoltre il nostro essere educatori deve avere come obiettivo “trasversale” quello di concretizzare la “Convenzione sui Diritti dell’Infanzia”: vivere i diritti significa educare alla pace e alla gestione costruttiva dei conflitti; significa educare allo sviluppo e alla mondialità; educare alla salute e alla qualità della vita; educare alla legalità e all’acquisizione di atteggiamenti e di prospettive interculturali.
Educare ai diritti significa più in generale sollecitare, nei più giovani, il senso di responsabilità nei confronti di sé stessi e dell’altro. Tutto ciò implica la conseguenza che per educare ai diritti è necessario creare un contesto adeguato e soprattutto che non evidenzi una netta contraddizione tra ciò che “voglio insegnare della convenzione” e il carattere della relazione educativa che si instaura con i ragazzi.

Infine un’ultima riflessione: di quali diritti hanno bisogno i nostri bambini?!?
Proviamo per un attimo noi adulti a metterci nei panni dei bambini e delle bambine. Proviamo a rivederci bambini e a ripensare a quando noi eravamo bambini e bambine e poniamoci alcune domande: quali erano i nostri diritti? Chi ce li garantiva?
A partire da questi interrogativi e dalle risposte che ci siamo dati noi educatori abbiamo “adottato” e creduto opportuno valorizzare alcuni aspetti della vita e della crescita di ciascuno; possono sembrare aspetti della vita semplici e scontati, ma non lo sono oggi per i bambini e le bambine dei nostri territori, delle città e dei paesi del Nord del mondo. Nel nostro “piccolo”, nei vari servizi da noi gestiti, ci siamo avvalsi del contributo di un autore, Zavalloni, che ha dato una sua specifica “collocazione” ai diritti, evidenziando i cosiddetti DIRITTI NATURALI (che riportiamo ne “La pagina dei bambini”)
Leggeteli attentamente … Provate a pensare: quando è stata l’ultima volta che vi siete fermati a guardare le stelle o vi siete messi a contemplare una formica con i vostri bambini …
Chiedetevi se a volte può bastare questo per ri-trovare la meraviglia di essere bambini …
Chiedetevi se ai ragazzi che hanno picchiato il ragazzo disabile nella scuola di Torino qualcuno abbia mai realmente insegnato cosa significa dialogare e come ci si mette in ascolto dell’altro …
Chiedetevi se le bambine di dieci anni che rovinano la propria vita volendosi sempre più magre abbiano mai ascoltato il soffio del vento o il canto degli uccelli con qualcuno che gli voleva veramente bene …
Mirko

Per continuare la riflessione, inviaci i tuoi "pensieri sparsi"  ... oppure lasciali qui sotto

 {moscomment}

FamilyNetMantova_banner